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giovedì 18 luglio 2013

Passi verso la felicità

Passi 
precari 
di scelte 
insicure
aprono porte
in tempi molli.

Lancia frecce
per abbattere muri.
Pezzi 
di libri
racontano scale
verso nuovi legami.

Viaggiando
nella rete
reale
e virtuale 
con tempo
firmi la tua felicità.

mercoledì 10 luglio 2013

Tornare dove non ci sono mai stato

    Questo è il trailer del film "Sta Per Piovere" che tratta il tema delle seconde generazioni che è uscito il 16 maggio nelle sale italiane. 
 
    A noi sarebbe piaciuto molto vederlo...

  • Soluzione A, piratarlo e guardarlo in un caldo pomeriggio estivo nella Associazione Migranti?  
  • Soluzione B, andiamo prima al cinema a vederlo mantenendo così integra la nostra fedina penale. Consultiamo la proiezione più vicina a casa nostra, UCI Cinema-no, Cinemazero-no, Portogruaro-senza cinema, Concordia-no, Santo Stino di Livenza-no...direi che questo tema è molto sentito nelle nostre zone!
  • Soluzione C, organizzare una serata di "cinema sotto le stelle" al Parco della Pace per aprire un dibattito sul tema delle seconde generazioni nel area portogruarese

    Se vi piace l'idea e vivete nelle vicinanze di Portogruaro, fateci sapere!

lunedì 8 luglio 2013

Cittadinanza agli immigrati italiani di seconda generazione

    Lo sapevate che? ...Navigando in internet abbiamo scoperto questa campagna promossa dal Anci a favore del riconoscimento della cittadinanza agli immigrati di seconda generazione. Nel sito che vi suggeriamo trovate delle dritte pratiche su come ottenere la cittadinanza. Date un'occhiata anche al sito http://www.secondegenerazioni.it/


    “18 anni…in Comune!”Campagna rivolta ai neomaggiorenni figli di immigrati, promossa da Anci, Save the Children e Rete G2, che intende sensibilizzare i comuni sull’applicazione dell’Art.4 della L.91 del 1992.E’ una campagna  che intende sollecitare il maggior numero di Sindaci ad informare tempestivamente i minori nati in Italia da genitori stranieri sulle modalità di acquisizione della cittadinanza al compimento della maggiore età. La campagna è promossa da Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani), Save the Children e Rete G2. L’iniziativa mira ad informare...
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lunedì 16 luglio 2012

RAZZISMO: COS’E’?


Il razzismo consiste nel manifestare diffidenza e disprezzo per chi ha caratteristiche fisiche e culturali diverse da noi. E il razzista è colui che manifesta il razzismo.  Ma se ci si ferma a questa semplice definizione non si può comprendere davvero la gravità di questo fenomeno e non ci si rende conto che il nostro comportamento può nascondere il razzismo.
Il razzista è principalmente qualcuno che soffre di un complesso di inferiorità o superiorità, cioè qualcuno che si ritiene inferiore o superiore basandosi su diversità fisiche e soprattutto culturali. Il razzista detesta tutto quello che è diverso da lui, e soprattutto ne ha paura. E’ ossessionato dalla sua sicurezza e questo lo porta a diventare aggressivo. E’ aggressivo contro chiunque non abbia le sue stesse piccole abitudini, non condivida le sue stesse opinioni, non abbia il suo colore di pelle o i suoi vestiti (in un mondo consumista come il nostro non c’è più differenza). Il razzista cerca di nascondere questa sua aggressività trovando scusanti di comodo e credendo di basarsi su prove scientifiche affatto fondate; non ammetterebbe mai la sua paura e si ama a tal punto da non avere più spazio per gli altri. E’ egoista e diffida di tutto, del diverso, come facevano gli antichi Romani, con un’unica grande differenza: il razzista segue i pregiudizi, non si sforza di conoscere di prima persona, fondamentalmente perché ignorante. Egli, infatti, generalizza partendo da un singolo caso, e non sa ridere intelligentemente: quando ride lo fa per dimostrare la sua superiorità e per disprezzare gli altri, non conosce affatto l’autoironia. Il razzista, nella sua ignoranza, è bugiardo e generalizzando predica la malafede, cercando di convincere a eliminare lo straniero. Non ha il coraggio di ammettere i propri errori, e tanto meno, di mettere in discussione le proprie idee; resta cristallizzato, immobile, in convinzioni senza fondamento. Un’altra cosa di cui il razzista ha paura è la libertà, ammette solo la propria, che gli permette di escludere quella altrui, di invadere spazi che non gi spettano, di disprezzare, di insultare. Il razzista è, dunque, pericolo e vittima. Il razzista è bestiale.
Purtroppo, come tristemente noto, nel passato il razzismo ha raggiunto vette di potere non da poco. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il nazismo e il fascismo ebbero lo scopo di sterminare ebrei, zingari, omosessuali, oppositori politici, ecc., solo perché “diversi” da uno standard scientificamente infondato, predicato come l’unico legittimamente accettabile. La colonizzazione di fine Ottocento e del Novecento si può pensare come diretta manifestazione del razzismo nei confronti dei popoli occupati, per cui lottò Gandhi, su tutti, con la non-violenza: uomo di forte spiritualità, donò, con la sua vita, la libertà al suo popolo e insegnamenti validi in tutti i tempi e i Paesi. Anche nel Sudafrica e negli Stati meridionali degli U.S.A. fu  praticata una forte discriminazione razziale, perfino durante le attività quotidiane più basilari, dividendo bianchi e neri, all’interno degli autobus, nei ristoranti, in chiesa, nei bagni; inoltre non vanno certo dimenticate le torture e i crimini compiuti dai membri del Ku Klux Klan, ai danni dei cittadini di colore degli stati del Sud degli Stati Uniti. Contro queste scelte, questi comportamenti lottarono Martin Luther King e Nelson Mandela, uomini coraggiosi, di giustizia e pace.
Per difendersi dal fenomeno razziale è importante conoscerlo e tenere sempre presente che nessuno nasce razzista, ma che tutti possono diventarlo. E’ importante educare i bambini correttamente e far sapere loro che si può diventare razzisti più facilmente di quanto si creda. Bisogna innanzitutto imparare a conoscersi e a condividere le felicità e le tristezze con gli altri per capire in prima persona che non siamo poi tanto diversi. E poi bisogna imparare a controllare gli istinti, le pulsioni che usa il razzista, nella sua bestialità, e sostituirle con il ragionamento e l’educazione, fondandosi sul fatto che ognuno di noi è straniero per qualcun altro, perciò perché ritenersi superiori e avere paura del diverso? In fondo il razzismo non ha basi scientifiche e poi la particolarità dell’uomo è proprio la sua diversità e la sua propria identità, che lo distingue da tutti gli altri. Non bisogna avere paura di dubitare, di rimettersi in discussione, di ammettere i propri errori; non bisogna avere paura di avere coraggio, perché il razzista è proprio colui che è vigliacco. Altro importantissimo punto contro il razzismo è imparare a ridere di sé stessi. Imparare a scherzare senza prendersi sul serio, a saper mettere in luce anche i propri difetti, ridendone. Non bisogna avere paura degli altri perché il miscuglio delle genti è arricchimento e non peccato, così come lo è viaggiare e conoscere nuove culture, lontane e impensate. Essenziale è anche sfuggire dal fanatismo religioso, incubo che torna anche in ogni tempo, anche nelle società più ciniche e tecnologiche. Il fanatico si crede ispirato dal suo dio, crede di possedere la Verità e di doverla imporre sugli altri. Non si rende conto che tutte l e religioni predicano un valore comune, la pace, e non si rende conto che il suo vero inferno è proprio il razzismo.
Ciascuno di noi ha praticato e pratica piccoli gesti razzisti nel quotidiano, a volte senza nemmeno pensarci; è importante riconoscerli e sforzarci di allontanarci da essi, di eliminare i pregiudizi, di non avere paura ad ammettere le proprie difficoltà e i propri errori. Il primo passo verso la libertà, quella più vera e intima, è iniziare ad avere fiducia nell’altro, nel “diverso”, perché se noi abbiamo paura dello straniero e non lo consideriamo nostro pari, come può lui non avere a sua volta paura di noi, e rispettarci?
Roberta              
universitaria di Bologna
bibliografia: “Il razzismo spiegato a mia figlia” Tahar Ben Jelloun
filmografia: “Gandhi” di R. Attenborough, 1983;
                                               “Mississippi Burning” di A. Parker, 1988;                      
                                               “In my country” di J. Boorman, 2004